riciclo-riuso

grazie Luca del LA NAZIONE

Fairy Eco Friendly:un progetto tutto in rosa


Il 2012  per la Fairy Eco Friendly è iniziato con un’immensa soddisfazione professionale infatti la rinomata rivista ELLE SPOSE ha parlato di noi e delle nostre creazioni in un articolo molto interessante sul matrimonio BIO ,scritto con cura dalla redattrice Virginia Ricci

I nostri prodotti, sono stati menzionati insieme a quelli di altre aziende amiche che abbiamo avuto il piacere di conoscere in questi anni di approfondimenti sul tema dell’Eco Wedding come ad esempio L’Atelier ALTAROSA di Valeria Doga, e vi assicuro che vedere una nostra foto proprio lì sulla rivista internazionale che 1000 volte abbiamo sfogliato per scoprire le migliori tendenze del momento, ci ha emozionate e inorgoglite!!!

La Fairy ha un’essenza femminile, è un’utopia nata dal guizzo di un’ idea di una Donna ed è cresciuta con la creatività che le donne sanno mettere in quello che fanno fino a diventare oggi una realtà lavorativa femminile ,concreta che ha ancora tanti progetti da condividere e portare avanti.Raccontare la storia della Fairy è un po’ come raccontare la storia di ogni Donna che ha un sogno da realizzare.

Barbara e Laura Fedele  le fondatrici della Fairy Eco Friendly hanno quindi deciso di affidare alle parole della scrittrice cilena Marcela Serrano ,profonda conoscitrice dell’animo femminile, il compito di esprimere quello che di loro hanno trasmesso in questo progetto lavorativo e di vita!!

“Una DONNA è la storia delle sue azioni e dei suoi pensieri, di cellule e neuroni, di ferite e di entusiasmi, di amori e disamori. Una donna è inevitabilmente la storia del suo ventre, dei semi che vi si fecondarono, o che non furono fecondati, o che smisero di esserlo, e del momento, irripetibile, in cui si trasforma in una dea.Una DONNA è la storia di piccolezze, banalità, incombenze quotidiane, è la somma del non detto. Una donna è sempre la storia di molti uomini. Una donna è la storia del suo paese, della sua gente. Ed è la storia delle sue radici e della sua origine, di tutte le donne che furono nutrite da altre che le precedettero affinché lei potesse nascere: una donna è la storia del suo sangue. Ma è anche la storia di una coscienza e delle sue lotte interiori. Una donna è la storia di un’utopia”

Questo traguardo lo dedichiamo a tutti coloro che credono che

“Arriva un momento nella vita in cui non rimane altro da fare che percorrere la propria strada fino in fondo.
Quello è il momento d’inseguire i propri sogni, quello è il momento di prendere il largo, forti delle proprie convinzioni”dal libro “Il delfino” di  Sergio Bambarén

Redattrici:Eco Wedding Designer Barbara Fedele

Graphic Designer Laura Fedele

Alta Rosa per la sposa eco-chic

Come vi avevo anticipato e promesso, con il post di oggi si torna a parlare di matrimoni!
Chi mi segue da un po’ sa che un argomento che mi sta particolarmente a cuore è il matrimonio “green”. Ecco perché ho già in programma un paio di post legati a questo argomento, partendo da quello di oggi, in cui vi voglio presentare una realtà tutta italiana, ideale per chi fosse alla ricerca di un abito da sposa “verde”.
ALTA ROSA è una nuova linea sposa, che propone abiti per la sposa in fibre naturali e provenienti da coltivazioni biologiche certificate. Rigorosamente made in Italy (la sede dell’azienda e l’intera produzione è in Toscana) ALTA ROSA propone abiti “verdi” ma ricercati nel design e caratterizzati dalla qualità delle lavorazioni. Abiti artigianali, realizzati principalmente in cotone biologico e biodinamico e in canapa, pensati per le spose moderne che hanno a cuore le tematiche ambientali ma non vogliono rinunciare nel loro grande giorno all’originalità, all’eleganza e alla raffinatezza.
ALTA ROSA inoltre regala a tutte le sue spose due alberi come simbolo della nuova unione, di cui la coppia potrà seguirne la crescita nella foresta ALTA ROSA grazie ad un sistema di certificazione trasparente.
LA WEDDY

ETICAMENTE

(grazie a Elena Bernabè )

Abbiamo deciso di intervistare chi ha creato il marchio Alta Rosa, un nome connesso con la produzione e la vendita di abiti naturali e da coltivazione biodinamica.
1) Che cos’è il marchio “Alta Rosa”? Perchè questo nome?

ALTA ROSA è una linea di abbigliamento con tessuti naturali e da coltivazione biologica. Abbiamo iniziato la nostra attività con le due collezioni annuali per la donna che poi si è arricchita con la linea di abiti da sposa e la mamma in attesa.

Noi siamo tre amiche che coltiviamo la stessa passione per il design e la natura e così ci siamo inventate un nome che potrebbe anche essere gestito come un nome proprio racchiudendo nel logo alcuni concetti come femminilità, equilibrio, naturalezza e impegno.


- La femminilità è espressa dalla geometria ovale e dalle due parole che terminano in A
- L’equilibrio è espresso dalla simmetria, della sovrapposizione di 4 lettere su 4 lettere e dal profilo di un uovo sulla sua punta ( la posizione dell’uovo rinforza anche le significazioni femminili per mezzo della triangolarità)

- La naturalezza è espressa dal verde

- L’impegno è espresso dal giallo

2) Chi si nasconde dietro alla vostra azienda?

Persone con passione, speranza e impegno per un mondo più verde.

La coltivazione biologica come la colorazione vegetale non lascia residui chimici , un vantaggio non solo per l’ambiente ma anche per noi stessi in quanto è un piacere sulla pelle, sicuramente una necessità per tutti coloro che soffrono di allergie cutanee.

3) I vostri capi di abbigliamento come vengono realizzati (dalla coltivazione della materia prima alla vendita)?

Si parte dal tessuto o filato naturale con certificazione: è la base di tutto. Si disegna la collezione, con una accurata modellistica si tiene conto sia delle diverse forme del corpo femminile sia del tessuto non elasticizzato, poi si realizza esclusivamente in Toscana tramite esperti, mani di sarte e magliaie.

È una ricerca nel passato per un futuro possibile.

4) Perchè avete deciso di produrre capi di abbigliamento “etici”? Hanno un costo maggiore rispetto a quelli normali?

È uno stile di vita. Rispettare la natura e le persone. Anche il costo è “etico, si dà il giusto compenso a chi produce e lavora.

5) Quando avete iniziato e come procede la vostra attività dal punto di vista della soddisfazione personale e di quella economica?

Abbiamo costituita la società nel 2006 con grandi soddisfazioni personali e nonostante i tempi che corrono e la nicchia di mercato riusciamo a crescere ogni anno.

6) Vestite anche le spose: come potete descrivere le clienti che decidono di acquistare un abito da sposa presso di voi?

Facile, sono state proprio le spose a cercarci e a volere un abito in sintonia con la natura. Sono donne molto consapevoli e con grande voglia di “ essere” e non “apparire”, vogliono un vestito particolare ma non finto. Cercano la raffinatezza nella semplicità.

7)Volete aggiungere altro?

Ringraziamo per averci dato la possibilità di farci conoscere , perché il sapere dà la possibilità di SCEGLIERE.  Scegliere cosa mangiare, cosa leggere, cosa indossare…

ETICAMENTE mondo biologico

ABITI E PREPARATI DI BELLEZZA E SALUTE AL TEMPO DI LUCREZIA TORNABUONI, MADRE DEL “MAGNIFICO”

Lucrezia Tornabuoni
Come si vestivano le signore e quali prodotti per la bellezza e la salute si usavano nell’alta società fiorentina del ‘400?
Lo si potrà scoprire, con l’intelletto e con i sensi, giovedì 5 maggio, ore 17, al Lyceum Club Internazionale di Firenze durante un «pomeriggio di bellezza e cultura al femminile» a cura di Monica Cioci che avrà per protagonista Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo il Magnifico.
Ed è proprio con uno dei motti preferiti da quest’ultimo, “il tempo ritorna”, che è intitolato l’evento organizzato dalle sezioni Sociale e Letteratura del Lyceum di Firenze, presiedute da Mirka Sandiford ed Enza Biagini.
Evento che si aprirà con la relazione “Abiti al tempo di Lucrezia Tornabuoni” di Isabella Bigazzi, docente di Storia del Costume alla facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Firenze. Subito dopo la presentazione di alcuni vestiti dell’atelier ALTA ROSA di palazzo Pandolfini in via San Gallo. Fra questi il modello “Lucrezia”, creato con materiali e colori naturali, in esclusiva per il Lyceum, da Gloria Modesti e Valeria Doga che si sono ispirate alla figura della moglie di Piero de’ Medici: «donna intelligente e coltissima – osserva Monica Cioci – e ritratta dal Ghirlandaio nei celebri affreschi di Santa Maria Novella».
Seguirà la conferenza di Lucia Celli, direttrice di produzione dell’Officina de’ Tornabuoni, sull’affascinante mondo dei “Segreti dei preparati di bellezza all’epoca dei Tornabuoni”. «Per l’occasione – spiega Monica Cioci – Lucia Celli ha creato una meravigliosa crema secondo le regole degli speziali del Quattrocento, fatta per alleviare i dolori della gotta di Piero, appunto detto “il gottoso”».
Ingresso libero.

MET

“Il tempo ritorna”: come si vestivano le signore e quali prodotti di bellezza usavano nell’alta società fiorentina del ’400

Lo si potrà scoprire, con l’intelletto e con i sensi, giovedì 5 maggio, ore 17, al Lyceum Club Internazionale di Firenze durante un «pomeriggio di bellezza e cultura al femminile» a cura di Monica Cioci che avrà per protagonista Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo il Magnifico.

Ed è proprio con uno dei motti preferiti da quest’ultimo, “il tempo ritorna”, che è intitolato l’evento organizzato dalle sezioni Sociale e Letteratura del Lyceum di Firenze, presiedute da Mirka Sandiford ed Enza Biagini.

Evento che si aprirà con la relazione “Abiti al tempo di Lucrezia Tornabuoni” di Isabella Bigazzi, docente di Storia del Costume alla facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Firenze. Subito dopo la presentazione di alcuni vestiti dell’atelier ALTA ROSA di palazzo Pandolfini in via San Gallo. Fra questi il modello “Lucrezia”, creato con materiali e colori naturali, in esclusiva per il Lyceum, da Gloria Modesti e Valeria Doga che si sono ispirate alla figura della moglie di Piero de’ Medici: «donna intelligente e coltissima - osserva Monica Cioci - e ritratta dal Ghirlandaio nei celebri affreschi di Santa Maria Novella».

Seguirà la conferenza di Lucia Celli, direttrice di produzione dell’Officina de’ Tornabuoni, sull’affascinante mondo dei “Segreti dei preparati di bellezza all’epoca dei Tornabuoni”. «Per l’occasione - spiega Monica Cioci - Lucia Celli ha creato una meravigliosa crema secondo le regole degli speziali del Quattrocento, fatta per alleviare i dolori della gotta di Piero, appunto detto “il gottoso”».

gonews.it

Bellezza e moda al tempo del Magnifico

Giovedì 5 maggio al Lyceum di Firenze appuntamento con abiti e coscmetici del Quattrocento

Come si vestivano le signore e quali prodotti per la bellezza e la salute si usavano nell’alta società fiorentina del Quattrocento? Lo si potrà scoprire, con l’intelletto e con i sensi, giovedì 5 maggio, ore 17, al Lyceum Club Internazionale di Firenze durante un «pomeriggio di bellezza e cultura al femminile» a cura di Monica Cioci che avrà per protagonista Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo il Magnifico.
Ed è proprio con uno dei motti preferiti da quest’ultimo, “il tempo ritorna”, che è intitolato l’evento organizzato dalle sezioni Sociale e Letteratura del Lyceum di Firenze, presiedute da Mirka Sandiford ed Enza Biagini.

Evento che si aprirà con la relazione “Abiti al tempo di Lucrezia Tornabuoni” di Isabella Bigazzi, docente di Storia del Costume alla facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Firenze. Subito dopo la presentazione di alcuni vestiti dell’atelier ALTA ROSA di palazzo Pandolfini in via San Gallo. Fra questi il modello “Lucrezia”, creato con materiali e colori naturali, in esclusiva per il Lyceum, da Gloria Modesti e Valeria Doga che si sono ispirate alla figura della moglie di Piero de’ Medici: «donna intelligente e coltissima – osserva Monica Cioci – e ritratta dal Ghirlandaio nei celebri affreschi di Santa Maria Novella».

Seguirà la conferenza di Lucia Celli, direttrice di produzione dell’Officina de’ Tornabuoni, sull’affascinante mondo dei “Segreti dei preparati di bellezza all’epoca dei Tornabuoni”. «Per l’occasione – spiega Monica Cioci – Lucia Celli ha creato una meravigliosa crema secondo le regole degli speziali del Quattrocento, fatta per alleviare i dolori della gotta di Piero, appunto detto “il gottoso”». Ingresso libero.

InTosacana.it  moda e design

Tanta poesia e un pizzico di moda

di Gioegio Bencini
Abiti medicei
Ricco è stato il giovedì del Lyceum Club fiorentino curato da Monica Cioci che ha visto protagonista Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo il Magnifico, dal cui motto “il tempo ritorna” ha preso il nome l’incontro. Dopo la relazione “Abiti al tempo di Lucrezia Tornabuoni” di Isabella Bigazzi, sono stati esposti abiti dell’atelier ALTA ROSA. Fra questi il modello “Lucrezia”, creato da Gloria Modesti e Valeria Doga. A seguire la conferenza di Lucia Celli sui “Segreti dei preparati di bellezza all’epoca dei Tornabuoni”.

Corriere Fiorentino.it

Abiti e preparati di bellezza e salute al tempo di Lucrezia Tornabuoni

di Elisa De Montis

organizzata da MONICA CIOCI al Lyceum Club Internazionale di Firenze

Un pomeriggio per palati fini, quello che si è tenuto giovedì 5 maggio negli splendidi locali di Palazzo Giugni, nel cuore di Firenze: la Sezione Sociale e Letteratura del Lyceum Club Internazionale della città ha infatti organizzato una doppia conferenza avente come oggetto la moda e la bellezza all’epoca di Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo il Magnifico.
L’incontro, curato da Monica Cioci e svoltosi alla presenza di Mirka Sandiford (presidente del Lyceum fiorentino), si è aperto con la relazione della professoressa Isabella Bigazzi, docente di Storia del Costume presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze.

In un primo momento, la professoressa si è soffermata sulla figura e sulla personalità di Lucrezia Tornabuoni. Era costei una donna di grande levatura morale, intelligente e coltissima; dotata di grande spirito pratico, coordinava instancabilmente l’economia domestica di casa Medici; personalità forte e volitiva, era scherzosamente definita dal suocero Cosimo «l’unico uomo di casa». Non stupisce che una donna di tale tempra possa aver plasmato un figlio del calibro del Magnifico, che le somigliava non solo da un punto di vista caratteriale, ma anche fisico (come si può osservare dai ritratti, Lorenzo presentava lo stesso naso schiacciato e la stessa mascella della madre, tipica dei Tornabuoni).

La professoressa Bigazzi si è poi concentrata sulla moda all’epoca di Lucrezia, cosa che ha permesso ai presenti di scoprire alcune delle principali caratteristiche della moda fiorentina del XV secolo: tra queste, la «gavurra» (il tipico abito femminile dotato di scollatura quadrata e gonna a pieghe), la «cioppa» (ampia sopravveste indossata sia dagli uomini che dalle donne) e la «giornea» (giacchetta maschile senza maniche e con pieghe a canne d’organo, da indossarsi sopra il farsetto). All’epoca di Lucrezia era inoltre costume che le nobildonne si rasassero la fronte così da ampliarne le dimensioni; i capelli retrostanti venivano raccolti in complesse acconciature «a sella», impreziosite da nastri e perle.

La prima parte dell’incontro si è conclusa con la sfilata delle bellissime Penelope Tricomi e Daniela Soderi, che hanno indossato due stupende creazioni di Gloria Modesti e Valeria Doga (stiliste del prestigioso atélier fiorentino  ALTA ROSA, Palazzo Pandolfini, Via San Gallo). In particolare, la giovane Penelope portava un fresco abito ispirato alla moda rinascimentale, disegnato appositamente per l’occasione (non a caso, il nome del modello era Lucrezia); Daniela indossava invece un raffinatissimo completo della collezione  ALTA ROSA Primavera-Estate. In accordo con lo stile dell’atélier, entrambe le creazioni erano interamente realizzate in fibre vegetali, e senza l’ausilio di coloranti chimici. Tra i materiali adoperati da ALTA ROSA per questi abiti ricordiamo la «seta duretta», ottenuta senza bollire i bozzoli e, quindi, nel totale rispetto del baco industrioso.

Nella seconda parte del pomeriggio si è svolta una conferenza sui segreti degli speziali quattrocenteschi, tenuta dalla dottoressa Lucia Celli (direttrice di produzione dell’Officina de’ Tornabuoni). La dottoressa si è soffermata sull’affascinante mondo delle antiche ricette medicinali e dei preparati di bellezza in uso nel Rinascimento, rivelando che la stessa Lucrezia Tornabuoni era solita preparare unguenti e pomate destinate alla cura dei suoi familiari.
Per l’occasione, la dottoressa Cioci ha offerto a tutti i presenti una meravigliosa crema contro i dolori, realizzata in esclusiva per il Lyceum e basata sulla ricetta utilizzata da Lucrezia per alleviare la dolorosa gotta del marito Piero (tra le sostanze attive, alloro, pino e calendula). Non resta che provarla!

Fashion & Design Lab Magazine

Abiti da sposa ecosostenibili: il verde speranza.

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Cerchi la naturalità di tessuti lussuosi e puri. La collezione AltaRosa fa al caso tuo. L’atelier Toscano realizza abiti da sposa morbidi, piacevoli da indossare, eleganti e originali con tessuti naturali non trattati come ad esempio lana e cotone organico e anallergico. Femminilità ed eleganza unita all’attaccamento alla Terra.

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di Antonella Armigero

L’eco dell’ecologia

Paola Pagliaro

Una sposa di cielo e terra, quella che veste ALTA ROSA, atelier fiorentino eco-friendly approdato nel 2010 sulle passerelle di New York, nell’ambito della manifestazione Tutto Toscana, nel cuore frenetico di una Manhattan che ha accolto con naturalezza le creazioni made in Maremma della stilista Gloria Modesti. E certamente la passione del locale, la maestrìa dell’artigianale, lo chic dell’originale, uniti ad un’anima verde, fanno di questi abiti da sposa un progetto che non può passare inosservato per chi invoca a gran voce un ritorno alle tradizioni basato sull’unicità dei capi e di chi li indossa.

Gli abiti, a produzione artigianale e locale, sono realizzati con fibre naturali e rispettano l’ambiente scrupolosamente in ogni singola fase dell’iter che li condurrà alla sposa, in primis i tessuti: dalla coltivazione biodinamica  del cotone in Egitto,  alle produzioni ecologiche di canapa in Cina, alla seta prodotta in India senza  che venga uccisa la larva contenuta nel bozzolo.  Dalla raccolta della pianta alla filiera tessile al confezionamento, finanche alla colorazione dei filati, l’eco-friendly è garantito e certificato.
Abbiamo contattato Valeria Doga, architetto, amministratore di Alta Rosa, per saperne di più su come la moda green oggi più che un trend possa rappresentare un modo di essere.

Essere e non apparire, in un giorno speciale come il matrimonio ma in generale ogni giorno. I capi sono assolutamente originali, creati su misura,attraverso una serie di incontri con la futura sposa, finalizzati alla ricerca/scoperta di quelle linee e di quei materiali che, trasformati poi in un lavoro concreto e minuzioso di intarsi, intagli, rifiniture preziose e cuciture, avvolgeranno il corpo, valorizzandolo.In questo gioco/scoperta così speciale, perché all’interno di un “relazionarsi” profondo, tra donne, nasce l’abito, “pensato” proprio per quella sposa, una donna che ha scelto con forza, anche e proprio in questa occasione, di “essere” non di “apparire”.

Una sposa di terra perché legata alla concretezza dei cicli naturali e alla consapevolezza della necessità del loro rispetto per un mondo da migliorare e preservare per le generazioni future ma anche “di cielo”, perché aperta al sogno, alla libertà, al desiderio di orizzonti nuovi, percepiti come reale possibilità di crescita, evoluzione e cambiamento.

Abiti radicati alla terra ed elevati al cielo dal sogno, lo stesso sogno di un futuro edificabile che ha portato l’atelier toscano a privilegiare tessuti naturali, le mani sapienti delle sartorie locali ed un processo produttivo eco-friendly, pur restando altrettanto sostenibile nel rapporto qualità/prezzo:

Il nostro interesse per la moda green parte dalla stessa filosofia di vita, la stessa speranza di poter fare qualcosa per il mondo dei nostri figli, la bellezza come arte, la scelta come lusso. L’essere naturali e noi stesse, sempre, sia nel giorno del matrimonio sia nella vita quotidiana.

Il recupero della manodopera, il rispetto per chi lavora e per chi spende.

ecologiae.com

SPOSA 2011

Una boccata d’aria fresca, un sussurro profumato che s’appoggia leggero su una sposa elegante, determinata e concreta. La linea Eco-friendly di vestiti da sposa dell’atelier fiorentino ALTA ROSA, racchiude ideologie diffuse negli ultimi tempi: il rispetto per l’ambiente, l’utilizzo di materiali di riciclo, la voglia di sentirsi la natura sulla pelle… Nessun artificio.

La collezione d’abiti da sposa ALTA ROSA non ha pecche, difetti o scheletri nell’armadio. La filosofia dell’Atelier è cristallina e responsabile. Tutti i tessuti con i quali vengono realizzati gli abiti da sposa sono composti da fibre naturali: dalla seta al cotone, dal cachemire al taffettà alla canapa.

Ecofriendly si, ma, soprattutto chic. Gli abiti da sposa della collezione hanno un fascino nordico e minimale, la cura dei particolari è meticolosa e singolare. I modelli base dell’Atelier hanno colori chiari come avorio e panna, completati da particolari tono su tono che si fanno notare. Collane intrecciate come mini sculture, eleganti coprispalle dal collo alto, gocce di tessuto monocromatico, piccoli cordoni annodati che scendono sulla linea della schiena.

I vestiti da sposa dell’atelier ALTA ROSA di Firenze hanno una linea semplice e morbida che segue la silhouette femminile: vestiti sobri, eleganti, maturi. Piccoli strascichi esaltano i meravigliosi tessuti pregiati che rendono questi abiti veri capolavori d’alta sartoria. I bouquet di fiori freschi accostati a queste creazioni, sembrano un tutt’uno con la donna e il suo vestito e contribuiscono ad esaltare il mood romantico della collezione.

Ogni sposa sarà unica, grazie alla possibilità di decidere sia il colore dell’abito (tinteggiato con colori naturali) sia le differenti applicazioni. Quest’ampia gamma di scelte è resa possibile grazie alle persone che realizzano con diverse specializzazioni  artigianali ogni singola parte degli abiti: la sartoria della creazione vera e propria, i particolari fatti a ucinetto, i ricami. Tutto realizzato con esperienza locale ben radicata e decennale.

L’atelier ALTA ROSA ha iniziato a farsi conoscere a livello internazionale: il 2010 ha visto AlLTA ROSA sfilare a New York, complice ‘Tutto Toscana’ (una manifestazione organizzata nel cuore di Manhattan, che si occupa di raccontare l’evoluzione contemporanea di questa splendida regione, anche fuori dall’Italia). Le splendide creazioni ALTA ROSA si possono vedere (grazie alle vetrine dell’atelier di Firenze) e toccare (grazie alla vendita diretta dei capi). Sentirsi libere di scegliere per sé stesse, essere consapevoli di ciò che si indossa senza perdere quel tocco glamour che riesce a rendere un abito da sposa indimenticabile.

ameliste di V. GANDOSSI

Spose ecologiche

I loro abiti sono belli. Bellissimi. E danno l’idea del passato misto al futuro. La collezione abiti da sposa ALTA ROSA per me è stata una sorpresa. Un gruppo di fantastiche sognatrici, Valeria Doga architetto e amministratore di ALTA ROSA, Gloria Modesti stilista e Gabriella Ganugi architetto hanno un atelier nel cuore della Maremma in Toscana e li progettano i loro abiti fatti con soli tessuti naturali provenienti da coltivazioni biodinamiche certificate da organismi internazionali. Non solo, ma per la manifattura si avvalgono delle mani esperte di sarte e ricamatrici del luogo mantenendo i costi finali dell’abito nella media del mercato.

La Canapa arriva da produzioni ecologiche della Cina, il cotone da coltivazioni biodinamiche dell’Egitto, la seta è prodotta in India, senza che venga uccisa la larva contenuta nel bozzolo, attendendo pazientemente la sua trasformazione in farfalla.

“All’ inizio è stato un po’ difficile – mi spiega Gloria Modesti- circa due anni fa abbiamo sperimentato il primo abito da sposa. E per le sarte cucire quel tipo di stoffa è stato un po’ complesso. Come nel caso degli abiti da sposa progettati con un tessuto di canapa misto a seta per conferire la lucentezza e la morbidezza di cui necessita. Mentre per la collezione invernale abbiamo usato lana naturale, non sbiancata artificialmente e la seta buretta, forse meno lucida ma che risulta un tessuto molto interessante”.

ECOBLOG

Abito da sposa eco-friendly-blog

……..Tra le grandi firme e le piccole aziende  un’atelier che troviamo indicato a  soddisfare i desideri della vostra anima ecologica è ALTAROSA un’azienda Toscana di abbigliamento biologico che sul proprio sito www.altarosa.itpropone una linea  per la sposa  eco-friendly molto originale e curata nel dettaglio di accessori realizzati con corde naturali……

Fair’s Blog

Dagmara Bastianelli

Oltre che bellissima, una sposa può essere responsabile e sostenibile.
Trasformare il giorno più bello per una ragazza in un omaggio alla natura è molto semplice.
L’idea è scegliere abiti particolari, in linea con uno spirito eco-sostenibile, come quelli dell’Atelier ALTA ROSA.
Due parole che richiamano alla mente l’eleganza (alta moda) e lo stile alternativo (altra cosa).
Materiali naturali selezionati (canapa, lana e cotone ecologico, e seta buretta), filati lavorati a mano e prodotti a km O.
Le proposte (nelle foto quelle per il 2011) sono ovviamente bellissime, sensuali e principesche, curate nei dettagli e fatte per piacere alla donna che le indossa.
Una soluzione che insegna che è possibile essere alla moda, e allo stesso tempo eco-friendly.

dagmara bastianelli web woman

La sposa consapevole

Non molto tempo fa molte di voi lettrici mi chiedevano, “ma se noi non ci sentiamo a proprio agio con quei vestiti da sposa che propongono le grandi marche o i grandi nomi, se non possiamo o non ci va di spendere migliaia di euro per un vestito da sposa, se siamo al secondo matrimonio, se ci sposiamo in comune o all’aperto, dove possiamo andare? Adesso ho la risposta.

Uno strano giro della vita mi ha portata a ri-scoprire un laboratorio atelier di Firenze chiamato ALTA ROSA.

ALTA ROSA sono tre amiche accomunate dalla passione per la natura, che hanno scelto di costruire abiti da donna usando solo ed esclusivamente tessuti, lane, cotoni che provengono da agricoltura biodinamica. La donna ALTA ROSA é una donna che ama essere e nonapparire, é una donna molto attenta all’ambiente che vuole avvolgere il proprio corpo con materiali naturali e sentire su di sé  il profumo della terra. Dopo varie collezioni hanno deciso di dedicarsi anche alla sposa e con grande successo, come mi ha spiegato Valeria, addetto commerciale, AD nonché architetto, di Alta Rosa. “Chi viene da noi é già una donna che ha idee chiare su cosa vuole, chi sceglie di affidarsi ad Alta Rosa ha già scelto che il suo abito sarà diverso da tutte le altre”. Le ho chiesto chi sono le sue clienti tipo e come si svolgono gli incontri. Convenivamo che negli altelier da sposa le ragazze sono costrette a fare più prove prima che il vestito venga loro consegnato.  “Amiamo parlare con la persona, capire cosa le possa piacere, poi la nostra designer, Gloria, butta giù una serie di disegni, idee da sottoporre alla ragazza. Scelto il genere si passa alla scelta dei tessuti in base ovviamente alla stagionalità” . Mentre parlava ogni tanto si alzava dalla sedia per mostrarmi alcuni esempi di tessuto: canapa, lino, ortica (si avete capito bene, che si può usare anche per fare una sorta di velo o scialle. Valeria mi ha mostrato una camicia bellissima) e poi lana che prendono da un allevatore biologico scozzese, l’alpaca che ha ben 22 colori diversi e tutti naturali che vanno dal bianco latte al nero, la vigogna, un animale protetto dallo stato del Perù, e ovviamente il cashmere. Mi diceva inoltre che molte delle ragazze che comprano l’abito da sposa Alta Rosa lo provano una volta al massimo due: mi ha raccontato di una splendida sposa che lo ha provato solo una volta, se l’é fatto spedire e si é sposata scalza, con  una ghirlanda di fiori intorno alla testa, nella splendida e mistica cornice di Assisi. Mentre ascoltavo i suoi racconti pensavo sempre di più che se tutti noi anche solo per un istante ci fermassimo veramente ad ascoltare noi stessi e quello che vogliamo, forse il mondo prenderebbe una piega diversa. Durante il nostro colloquio abbiamo parlato molto di moda, di quella usa e getta che siamo abituati a subire, ma anche alle pressioni che la società ci impone. Scegliere un abito da sposa non fa differenza: Valeria mi raccontava di quante spose entrano da lei felici e sicure dell’acquisto che fanno e come tante altre entrano con la stessa verve e determinazione ma dopo sono costrette a seguire le rigide regole dell’apparire, dettate molto spesso da mamme e suocere.

La prima regola, e in questo blog l’ho ripetuto spesso, é quello di scegliere e seguire la propria natura. Un abito non é solo qualcosa che ci buttiamo addosso per coprirci, ma deve rispecchiare il più possibile la personalità, se in più diamo una mano all’ambiente, ancora meglio. Un’altra cosa importante e non da sottovalutare, il prezzo. Scordatevi di pagare quelle cifre enormi dei comuni e più tradizionali abiti da sposa, qui il vostro budget non piangerà, i prezzi, anche qui sono  friendly e ovviamente tengo a precisare che la loro produzione é completamente made in Italy. Vale la pena anche guardare la loro collezione primavera/estate 2009 sul loro sito.

La Testimone Di Nozze – blog

Quando bellezza e bio vanno a nozze

……Sempre in Italia si può comprare un abito da sposa su misura con tessuti ecologici e prezzi onesti, come dimostra Altarosa a Firenze…….

TERRE DI MEZZO

La sposa eco- friendly

Come ben sapete, la sensibilità ecologica rientra pienamente nella filosofia della lista nozze online Zankyou. Questo significa non solo dare ai nostri sposi la possibilità di creare una lista nozze personalizzata dove aggiungere donazioni ad associazioni che tutelino e difendano la natura, ma anche presentarvi prodotti e marche attenti a queste tematiche.Per queste ragioni ci ha particolarmente colpito la filosofia che sta alla base di ALTA ROSA, una marca interamente dedicato alle donne attente all’ecosistema, che non per nulla si definisce “eco-friendly” . Immersa nella campagna toscana, ALTA ROSA propone una donna raffinata ed esigente, preoccupata del proprio benessere fisico, che sceglie senza fretta, rispettando se stessa e l’ambiente.

Gli abiti che troverete in ALTA ROSA sono prodotti con materiali naturali, quali cotone, lino, canapa, seta buretta e lana, frutto di coltivazioni biodinamiche. L’ispirazione dei modelli è data dalla natura, con i suoi elementi, e la produzione è esclusivamente locale ed artigianale: del resto si sa, la Toscana è la terra per eccellenza della tradizione, e ALTA ROSA la rispetta totalmente, proponendotessuti morbidi e naturali, che non provocano allergie, senza per questo rinunciare alla femminilità. Anzi, equilibrio, eleganza, femminilità in ALTA ROSA vanno di pari passo con il rispetto per la natura, l’impegno e la difesa di iniziative ecologiche. La parola d’ordine è coltivare la speranza di un mondo più verde. ALTA ROSA rispetta la natura e l’ambiente, dalla coltivazione e raccolta della pianta, alla fase della filiera tessile, fino al confezionamento e alla colorazione dei filati. Gli accessori sono prodotti con gli ‘scarti’ dei tessuti utilizzati per l’abbigliamento: filati e tessuti rivivono così in borse, cinture e collane.

Il sito internet, dotato di funzioni altamente avanzate, permette alle future spose Zankyou di consultare i modelli proposti per la sposa e vedere le collezioni, andando ben oltre la volontà di essere semplicemente un catalogo online. Potrete infatti consultare parecchie informazioni sull’impatto medioambientale dei tessuti su società ed ambiente, numerosi i consigli “verdi”, i glossari legati all’ecologia e ancora altre notizie su scelte consapevoli di materiali e colori naturali. ALTA ROSA è molto più che un negozio per la sposa: è una filosofia di vita.

zank you

Matrimonio eco

Anche per la scelta dell’abito puoi fare di queste considerazioni lo spirito guida.Puoi decidere quindi  di farti realizzare artigianalmente un capo esclusivo magari rinunciando a tessuti come il taffetà che sono a base di polietere quindi derivanti dal petrolio, e optare per tessuti derivanti da coltivazione biodinamica ovvero rispettosa dell’ambiente e delle risorse naturali ( uso di pesticidi, di agenti chimici e consumo d’acqua)!!

Uno degli elementi di forza infatti delle fibre naturali è data proprio dalla loro sostrenibilità ambientale:La canapa, il lino, la juta,la seta, la lana, il cotone sono infatti BIODEGRADABILI, RICICLABILI,ed ECOSOSTENIBILI quindi non hanno bisogno di essere smaltite con particolari sistemi che richiedono energia e quindi emissioni di CO2.

Uno degli atelier che troviamo tra più indicati a  soddisfare i desideri della vostra anima ecologica è sicuramente ALTAROSA un’azienda Toscana di abbigliamento biologico che sul proprio sitowww.altarosa.itpropone una linea  per la sposa  eco-friendly molto molto originale e raffinata, curata nel dettaglio di accessori realizzati con corde naturali.

FAIRY’s blog

SAVE the DATE: MADE IN TUSCANY in NEW YORK

Le nostre amiche dell’Eco Brand ALTAROSA, di cui vi abbiamo già parlato qui, ci hanno segnalato questo evento, dove loro, insieme ad altre eccellenze Made in Tuscany, saranno le protagoniste di “TUTTO TOSCANA”. Ma andiamo con ordine…..
Who: ALTA ROSA (abbigliamento organico), CASTELLO DI VOLOGNANO (azienda Vinicola), DALLE NOSTRE MANI (Azienda Vinicola), MAZZANTI PIUME, APICIUS INTERNATIONAL SCHOOL OF HOSPITALITY (istituto privato), FLORENCE UNIVERSITY OF THE ARTS (istituto privato).
When: from 22 till 25 October 2010
Where: Astor Center, The James Beard Foundation
Why: la Florence University of the Arts e l’Apicius International School of Hospitality, due Istituti Accademici privati fiorentini, presentano nel cuore di Manhattan una serie di eventi culturali, fatti di cene, pranzi e sfilate di moda, che celebrano la Toscana e l’Italia. “Tutto Toscana”, è il nome del progetto accademico che si propone di presentare a NY un momento della cultura tradizionale Toscana e della sua evoluzione contemporanea.
Qui sotto trovate il calendario con date, orari e luoghi precisi della manifestazione….per chi fosse a New York in quei giorni, magari può fare un salto…

EcoFashionLifestyle

Il talento e l’intuito delle donne

Sono Valeria Doga e con le mie amiche Gloria Modesti e Gabriella Ganugi abbiamo fondato nel 2006 il brand ALTA ROSA.
Dalla passione per il design e la moda unito alla voglia di cambiamento abbiamo sviluppato una linea di abbigliamento con materiali naturali e da coltivazione biologica che propone la consapevolezza del fare moda con criteri etici, senza sacrificare l’estetica

Nelle ex scuderie di Palazzo Pandolfini a Firenze creiamo due collezioni l’anno con tessuti e filati che non hanno subito trattamenti dannosi per la pelle e l’ambiente. Canapa, lana ecologica, seta buretta, cotone biologico, alpaca, ramiè sono le materie prime che utilizziamo sia nei colori originali, sia tinti con essenze vegetali.
La nostra missione è contribuire a rendere il mondo migliore. Seguire una filosofia di vita, di passioni, di scelte, fatti di naturalezza, rispetto, sensibilità e perché no di classe ed eleganza.
Con l’aiuto di esperti mani di magliaie e sarte produciamo economia locale e femminile, i nostri manufatti sono curati nel dettaglio, gli accessori, come borse e cinture sono ottenuti con ritagli di stoffe intrecciati, unici e irrepetibili, per l’esigenza di una donna sensibile e rispettosa di se e degli altri.
Abbiamo voluto esprime i nostri concetti di femminilità, equilibrio, naturalezza e impegno con il nostro logo attraverso la geometria ovale, il nome di 4 lettere su 4 e i due colori, verde dello sfondo e giallo della scritta.

DONNE sul WEB

abbigliamento biologico- STILE NATURALE

ALTA ROSA la linea bella ed etica

Da ALTA ROSA si segue tutto il processo produttivo prediligendo coltivazioni biologiche e tinture vegetali

Di Angela Spulcioni

Le creazioni ALTA ROSA  sono realizzate con materia prima derivante da coltivazione biologica: partendo dalla coltivazione della pianta, alla fase della filiera tessile, fino al confezionamento e alla colorazione che avviene tramite tinture vegetali o con colori a basso impatto ambientale. “Fino a poco tempo fa questo tipo di abbigliamento – continua Valeria – era quasi esclusivamente dedicato per un utilizzo sportivo e da tempo libero, mentre noi creiamo due collezioni all’anno, oltre la linea della sposa. Il risultato sono abiti morbidi, che non provocano allergie, e che sono contemporaneamente femminili, seducenti e divertenti. Leggi tutto si Stile Naturale

Organizzare un matrimonio eco

L’abito biologico
Organizzare un matrimonio eco - I parteUn modo per stupirespendere pocosostenere l’ambiente è scegliere un vestito originale ed eco-sostenibile.
L’atelier AltaRosa, un’azienda di abbigliamento biologico propone una speciale linea fatta su misura per la sposa eco-friendly.
Tutti gli abiti sono prodotti con cotone certificato e biologico, mentre gli accessori sono realizzati con corde naturali, il tutto ovviamente biodegradabile.
Questi modelli sono morbidi e non provocano allergie, ma allo stesso tempo sono femminili e seducenti.

kitchens.it

Abiti da sposa eco by Alta Rosa

Gli abiti da sposa di Alta Rosa sono per spose che decidono di essere, non di apparire, di sentirsi a proprio agio con un vestito che le rappresenti fino in fondo senza essere costrette in abiti rigidi e finti. L’abito nasce da un colloquio, cresce con i disegni e si sviluppa con i materiali naturali e da coltivazione biologica in perfetta armonia tra donna e natura.
Gli abiti sono realizzati con materiali naturali, soprattutto in canapa, materiale opaco e anche lucido che si presta ottimamente ai giochi di contrasto. La realizzazione è esclusivamente locale, artigianale, fatta in Toscana; luogo in cui l’arte ha saputo fondersi con la natura e generare un paesaggio capace di suscitare forte emozioni. Alta Rosa è un marchio che fa sua la filosofia della femminilità unita alla naturalezza, equilibrio e impegno.

EcoStyle24

Stoffa ecologica

A cura di Marina Blusino

Oggi molte case di moda stanno cercando di realizzare i loro modelli di vestiti con fibreecologiche, per salvaguardare la natura.

Le stilista Valeria Doga, Gloria Modesti, hanno dichiarato che la realizzazione di un abitoecologico inizia dalla  scelta della stoffa ,che proviene da una coltivazione biologica.

Per poi continuare nei vari tipi di colore, anche questi ecologici.

Le stiliste hanno affermato che, questi tipi di tessuti sono comodi da indossare e molto pratici da lavare, tempo fa la stoffa ecologica era usata soltanto per capi d’abbigliamento sportivi.

Oggi, invece chi cura la moda vuol dare un messaggio a tutte le persone, che anche rispettando la natura si può vestire in modo elegante, comodo, e pratico, senza ulteriormente danneggiare il nostro sistema.

Ancora oggi però non tutti sono d’accordo per i vestiti ecologici, quindi si dovrà continuare ha sensibilizzare ancora tante persone, per far comprendere che la stoffa ecologica non svaluta l’ abbigliamento.

Vanilla Moda

Le nuove collezioni di moda ecologica per l’autunno inverno 08-09

…..Last but not least (!!)Altarosa è un negozio di Firenze che disegna, produce e vende annualmente due collezioni da donna realizzate con materie prime naturali e da coltivazione biologica . Yes.life ha avuto la fortuna di partecipare all’evento organizzato a metà Ottobre organizzato proprio da Altarosa e dedicato ai benefici per la pelle e per l’ambiente. E abbiamo avuto anche l’onore di poter toccare con mano alcuni abiti.
La qualità degli abiti è veramente alta, così come le rifiniture e il design. La nuova collezione di Altarosa sceglie il viola, il colore must di questo inverno, e lo trasforma in capi delicati e confortevoli, per l’ambiente e per la pelle.
Ecco 3 foto della collezione autunno inverno di Altarosa.

La presentazione della collezione di Altarosa così come la discussione sui benefici della moda ecologica sono stati molto interessanti. Vi racconto un po’ quello che mi è stato raccontato.
L’eco moda utilizza materiali derivati da agricoltura biologica, ovvero senza ogm né pesticidi chimici, fertilizzanti e defolianti, che sono invece fortemente usati nella coltivazione convenzionale. Questi elementi chimici sono assolutamente devastati per il nostro ambiente; in particolare ci sono alcuni tessuti, come il cotone, ad esempio, che vengono normalmente descritti come naturali, ma in realtà sono veramente deleteri per l’ambiente. Il cotone in realtà assorbe nella coltivazione (che occupa soltanto il 2,5% della superficie agricola mondiale) il 25% del totale degli insetticidi e l’11% di tutti i pesticidi utilizzati in agricoltura. E la lavorazione e tintura sono altrettanto ricche di inquinanti e di conseguenza il cotone dei nostri capi ne è intriso.
I capi di moda ecologica, invece, utilizzano materiali veramente naturali. Esempi? La seta buretta che rimane intrisa dell’olio di protezione del baco, che ha un effetto benefico sulle parti del corpo arrossate o infiammate; oppure la canapa che regola la temperatura del corpo, proteggendo dai raggi UV; o anche l’alpaca, fibra preziosa riservata un tempo agli imperatori Inca che non ha bisogno di tintura perché in natura è presente con 22 tonalità di colore che vanno dal bianco, al crema, beige, marrone, grigio fino al nero.
Inoltre la ricerca è assolutamente all’avanguardia in questo settore, infatti grazie a tecniche bio-ingegneristiche siamo arrivati ad utilizzare la fibra del latteo del bambù per ottenere nuovi tessuti.
E la cosa bellissima dei capi naturali non è solo la loro linea e la loro composizione, ma anche i colori. E dato che le allergie agli agenti chimici sono in aumento, vengono utilizzate le tinture vegetali. Le piante che sono giunte a noi, nella veste di coloranti tessili, sono tre, come i colori primari: la Robbia ( rosso), la Reseda ( giallo ) e il Guado (azzurro ).
Vi ricordiamo che il 2009 sarà l’anno della fibra naturale, quindi meglio arrivare preparate!

YES life